A cosa serve davvero un armadio virtuale
La promessa è vecchia e quasi mai mantenuta: sapere cosa hai, mettere di più quello che è già tuo, comprare di meno. Il motivo del fallimento è noioso e pratico. Catalogare un guardaroba a mano è un’ora di digitazione per un vantaggio che arriva settimane dopo, e l’app viene abbandonata intorno alla sesta maglietta.
Lookora toglie quell’ora. Fotografi la mensola, la stampella, la pila sul letto. L’AI separa i capi, scontorna ognuno su fondo pulito e lo etichetta per colore, stagione e stile. Quella che era una serata di moduli diventa qualche foto e due o tre correzioni da un tocco.
La seconda metà è cosa l’app fa con quel guardaroba. Ogni capo porta con sé quante volte l’hai messo, quando è stata l’ultima e — se inserisci il prezzo — quanto costa ogni utilizzo. Questi tre numeri cambiano come si legge un armadio: la giacca messa quaranta volte si è ripagata, quella messa due volte in due anni risponde a una domanda che stavi evitando. È anche la versione onesta della capsule wardrobe: non una regola da trentatré capi, ma il conto di quali capi lavorano davvero.
E siccome il guardaroba vive nella stessa app della prova virtuale, una combinazione mai tentata è a un tocco dal diventare visibile. Lookora genera una tua foto con quei capi addosso, creata dall’AI a partire da un solo selfie: non è la tua foto originale con i vestiti incollati sopra. È un’anteprima realistica per capire se l’abbinamento regge, non una garanzia di vestibilità o di taglia.
Guardaroba, storico degli utilizzi e composizione dei look sono gratis su iPhone, con 5 prove virtuali al mese e senza carta. Pro porta a 99 look al mese e apre lo stylist AI. Nel browser puoi provare la generazione: 1 look come ospite e 3 al mese con un account gratuito.